Li Cunti

Di  e con              Mariangela Berazzi, Vincenzo Mercurio

Produzione         Teatro Proskenion

Tipologia             Concerto-Spettacolo

Durata                 90 minuti 

 

 

Li cunti ossia i racconti…

Statt’ zitto ca mo t’o ‘conto! In dialetto napoletano è una raccomandazione che significa “Fai silenzio ed ascoltami, che adesso te lo racconto questo fatto (accadimento)”. 

Ed il sud Italia è pieno di accadimenti, fatti, storie da raccontare.

Nel regno di Napoli (Regnum Siciliae citra Pharum), antico stato che, con alterne vicende, ha fatto la storia di tutto il sud Italia dal XIV al XIX sec, esistevano storie, musiche, leggende, superstizioni, credenze magiche e rituali che in gran parte sono arrivate fino ai giorni nostri passando di generazione in generazione sia attraverso la tradizione orale, quella del popolo, che attraverso quella colta, ufficiale. Storie come quella della Baronessa di Carini (che prende avvio da un fatto accaduto nel 1563), i racconti tratti da “Lu cuntu de li cunti” di Giambattista Basile (1634-36), le curiosità legate alle canzoni classiche napoletane, le leggende di streghe e fantasmi, i canti rituali ed i balli diffusi in tutto il regno. 

Ma non ci si ferma al regno di Napoli, andiamo oltre, arriviamo fino agli anni ’50 del 1900, con pezzi di varietà, le commedie di Viviani, Scarpetta, De Filippo, ma anche canti di lavoro, di protesta…

Due performer, musicisti ed attori, possono incantare una platea intera esortando “silenzio, che adesso vado a raccontare”? 

Chiedendoci per un po’ di tempo la nostra attenzione, ripercorreranno queste tradizioni alla maniera antica, dilettandoci ed intrattenendoci con e senza maschere, accompagnandosi con chitarra e tamburi ed intrecciando il loro canto al racconto stesso. 

Uno spettacolo di musiche, danze e racconti che ripercorre una storia lunga più di settecento anni.

Steva ‘nu viecchio, steva ‘na vecchia

stevano ‘e casa areto a ‘nu specchio

stavano ‘e casa areto a ‘nu monte

statt’ zitto ca mo t’o conto.