Terravecchia Festival 2018, ossia quando ci si riconosce…

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Nel 2015 noi di Teatro Proskenion lavorammo ad uno spettacolo nuovo: “Salsi colui. Storie sepolte”. Era uno spettacolo alla nostra maniera, con tanta musica e con le maschere, ma portava con sé aria di novità. I vertici dell’Associazione erano cambiati (Vincenzo Mercurio subentrava a Claudio La Camera) e questo spettacolo fu una fusione di energie nuove, gli attori ed i musicisti non si conoscevano ancora e non si sapeva che cosa ne sarebbe scaturito. Ne venne fuori quello che fu un omaggio alla storia della Baronessa di Carini, che intrecciava dentro si sé anche le storie di tutte le donne martoriate ed uccise, in tempi moderni come una volta, per questioni d’onore perché “tu sei mia!”, che a parlare sia un marito-padre-fidanzato-compagno-parentepiùomenoprossimo è più o meno la stessa cosa.

      

Lo presentammo, all’epoca a Casa Memoria Peppino Impastato ed a Reggio Calabria, in collaborazione con Antigone-Osservatorio sulla ndrangheta, e lo portammo (quale occasione migliore?) anche a Carini, proprio in quel castello che vide la morte della Baronessa resa famosa dal famoso cunto, grazie ad un’associazione che lavorava sul territorio e che si era inventata un festival per riportare vita e cultura per le viuzze intorno al castello.

A tre anni di distanza siamo ancora qui, si lavora insieme ed abbiamo parecchi progetti in comune. Ognuno mette a disposizione il proprio mestiere e la propria arte e SI RESISTE, grazie a quella cultura che non farà mangiare la panza (che io però potrei testimoniare il contrario) ma che nutre profondamente tutte le altre parti di noi. Per cui quest’anno sono riuscita a partecipare anch’io, con enorme piacere, al Terravecchia Festival, rassegna di arte pubblica.

     

Il tema dell’edizione 2018 è stato “Class Action- Come ripensare l’agire collettivo nell’età dei confini” e nella più ampia cornice progettuale di “Borgo d’Arte – Urban Center”, ha dato spazio alla creatività attraverso le più diverse forme espressive – teatro, musica, poesia, fotografia, pittura, incontri – pronte a dialogare, grazie al contributo delle tante realtà che hanno fatto proprio l’invito a costruire un laboratorio permanente. Un’occasione di confronto finalizzato alla PARTECIPAZIONE ATTRAVERSO IL LINGUAGGIO ARTISTICO, con il principale obiettivo di promuovere l’arte in tutte le sue forme, per trasformare la zona della Terravecchia, borgo medievale che circonda il castello, in polo culturale, luogo ideale di produzione e fruizione artistica.

    

Manco a dirlo manifestazione fino ad ora totalmente autofinanziata, ovviamente.

L’associazione si chiama Associazione Nuova Carini. Per me sono Giuseppe, Barbara, Tanina, Davide, Giovanna, Tommaso, Rossella, Sara, Alessandro, Roberta, Olivia, Claudio, Sonia, Tiziana, Mirko, Pietro, Alex, Vito, Piera, Mariangela, Whisky e tutti quelli che sono loro amici.

    

 

SEGUITELI, SONO BRAVI!