Danze Popolari

PREMESSA

La musica e le danze popolari stanno vivendo una stagione felice per il grande interesse che sempre più persone, hanno e continuano a mostrare verso il ricco patrimonio etnocoreutico dell’Italia. La danza popolare appartiene al popolo, è creata ed eseguita dal popolo e conoscerla aiuta a ricreare un legame con una tradizione antica che ormai si pensava completamente perduta. 

FAVORISCE IL COLLEGAMENTO CON IL PROPRIO IO ISTINTIVO E CON IL PROPRIO MONDO SIMBOLICO, AIUTA L’ESPRESSIVITA’, E’ DIVERTENTE.

UN OTTIMO MODO PER MANTENERSI IN FORMA! 

I Workshop ed i Laboratori si propongono, dunque, di far conoscere due delle danze popolari del sud Italia nella totalità della loro espressione, così come sono arrivate ai giorni nostri, nella loro esecuzione danzata, cantata e suonata su tamburo, con il continuo riferimento a quel mondo simbolico, alle storie, ai miti ed alle leggende, alle forme religiose (cattoliche e precristiane) che sono direttamente legate ad esse, al sentimento coreutico e devozionale che le ispirano.

 

LE DANZE

Pizzica Pizzica 

E’ una danza attribuita in particolar modo al Salento e fa parte in realtà della grande famiglia delle tarantelle, diffuse a partire dall’età moderna in tutta l’Italia meridionale. La pizzica pizzica era essenzialmente una danza ludica dei momenti di festa, ma veniva praticata anche durante i rituali terapeutici del tarantismo con lo scopo di esorcizzare i tarantati (coloro che erano stati morsi dalla tarantola) e guarirli dal loro male attraverso il ballo che questa musica frenetica scatenava. 

Tammurriata 

E’ un’antichissima danza pagana della Campania strettamente collegata al lavoro nei campi e quindi ai culti ed ai rituali di fertilità della terra. Nel corso dei secoli è tuttavia diventata una fortissima espressione della fede cristiana, della “devozione”, rivolta alla Vergine Maria e ad alcuni santi, come San Michele o Sant’Antonio Abate. E’ caratterizzata dal suono, in tempo marcatamente binario, del grande tamburo da cui prende il nome: la tammorra.

Tarantella Calabrese

La tarantella calabrese o tirantella (anticamente u sonu) è un termine generico che racchiude le diverse espressioni coreutico-musicali diffuse nella penisola calabrese, con tratti che la rendono distinguibile dalle altre del Sud Italia, specie nel ritmo. In essa sono assenti i riferimenti agli esorcismi del tarantismo, ma assume più un ruolo di danza per le occasioni festive o religioso-processionali.

Tarantella di Carpino (Gargano)

E’ una delle tante Tarantelle diffuse in tutto il sud. Quella tipica del Gargano, nel nord della Puglia, è caratterizzata dall’accompagnamento fatto con la chitarra battente, denominata anche “chitarra italiana” in contrapposizione alla chitarra “francese. La particolare accordatura di questa chitarra, cosiddetta “rientrante”, produce un enorme quantità di armonici che si fondono in modo particolare con la voce umana.

Tarantella Montemaranese

La montemaranese (Montemarano è in provincia di Avellino) è una tarantella processionaria che viene ballata durante il carnevale da tutti gli abitanti del paese, al seguito di piccole scatenate orchestre di clarinetti, flauti, fisarmoniche e tamburi a cornice, che percorrono ripetutamente il corso del paese, curiosamente a forma di Y. Il ritmo di questa danza nel corso della sfilata diviene sempre più sostenuto fino al delirio. Nel carnevale di Montemarano è possibile infatti notare espressioni di estasi collettiva, soprattutto quando il tempo del ballo sta per scadere e la sera segna la chiusura della grande festa.

 

                       

 

CONTENUTI DEI WORKSHOP E DEI LABORATORI

Danze

  • acquisizione delle tecniche di base delle danze affrontate
  • studio della gestualità
  • studio delle “castagnette”
  • miglioramento di equilibrio, postura e resistenza fisica
  • nozioni di base per l’inquadramento delle tre danze nel loro contesto storico-antropologico

 

    

 

 

I Workshop ed i Laboratori sono rivolti a tutti. Non sono necessarie competenze pregresse.